Esiste un modo …

Un altro anno trascorre tra mille emozioni e mille ostacoli da affrontare. Ho capito che questa è la VITA. Ogni giorno ci mette di fronte alla nostra capacità di affrontare i nostri limiti e riconoscere i nostri punti di forza; se poi si ha la fortuna di avere intorno una famiglia con dei legami forti, allora davvero si hanno tutti gli elementi per riuscire a trovare un giusto equilibrio.

La piccolina, continuo a chiamarla così ma la verità è che sta diventando grande (e come sempre mi indica la strada), un giorno guardandomi negli occhi mi ha detto: “Mamma sono grande”. Mi si è fermato il battito per un istante, e lì ho iniziato a capire che era davvero così, che la mia piccolina iniziava a diventare grande. Questa sua percezione di sè e di come il tempo scorre mi ha fatto capire sempre di più che Noemi è molto consapevole. 

L’anno scolastico è andato benissimo grazie al lavoro continuo delle insegnati, delle sue educatrici scolastiche, di Marika, dell’educatore Asl, dei professionisti privati, degli amici che la sostengono, e del progetto Scuola-Casa. Noemi ha consolidato gli apprendimenti acquisiti ed ha imparato tante cose nuove. Ha iniziato a studiare argomenti di storia, geografia, scienze, e ogni volta abbiamo trovato un metodo alternativo per insegnarle. Esiste un modo sempre per imparare, bisogna solo comprendere e imparare a cambiare sguardo: una volta ad esempio ci siamo divertite a costruire un plastico per riprodurre la terra prima della comparsa dei dinosauri; un’altra volta Marika ha messo in scena il Big Bang come una piccola scena teatrale; abbiamo poi costruito una cartina geografica tridimensionale dove si poteva vedere e toccare la differenza tra montagne colline fiumi e laghi; a scuola hanno costruito un vulcano e simulato un’eruzione, fatto esperimenti scientifici, costruito albi che spiegano l’evoluzione della specie. Insomma ognuno ha cercato di arrivare a Noemi con il suo linguaggio. Questa è la forza, questa è la vera rivoluzione per questi bambini. Non sono loro a dover venire incontro a noi, ma noi che dobbiamo capovolgere le nostre abitudini e le nostre rigidità per poi scendere in campo, cercando di metterci in gioco ed imparare nuovi metodi di insegnamento. Non esiste a mio avviso un metodo unico, ma esiste la voglia, la volontà di comprendere e cogliere le esigenze del BAMBINO, di ogni singolo BAMBINO. Mi sento di dire che per tutti i bambini è così, e questo è il compito degli adulti: accoglierli e sostenerli nella crescita.

Quello che ogni giorno vedo negli occhi di Noemi è la sua serenità: è una bambina che si sente ascoltata, amata, seguita e sostenuta. Bisogna sempre sempre guardare il bambino, non dimenticarlo mai. Ho incontrato tu tante persone, tanti professionisti che a volte dimenticano, vuoi per routine o vuoi perchè ognuno è preso dalla propria vita, di guardare DAVVERO l’insieme, e cioè guardare al di là di un test o di una performance in uno studio. Un bambino è altro, non è solo quello, e non è solo quel momento. Anche Nicole se dovesse essere valutata solo per un lato del suo insieme, l’idea che una persona ha di lei cambierebbe; questo vale per tutti. Ecco, a tutti i professionisti mi sento di dire: ricordatevi la scintilla, quell’emozione che vi ha fatto decidere di intraprendere questo lavoro, quello che vi ha fatto decidere che quella fosse la vostra professione. Perchè i bimbi con disabilità hanno bisogno di tutto il vostro sguardo: di uno sguardo tecnico e professionale, ma anche di uno sguardo sull’insieme. Se non ce lo si ricorda non sono i bambini ad essere rigidi, ma siano noi intorno che stimoliamo ancora di più questa rigidità. E’ faticoso mi rendo conto; stare dentro degli schemi è molto tranquillizzante, ma non è la strada giusta e non è la strada per aiutarli a crescere e fare sentire fiducia in loro. Noi, come genitori e voi come professionisti, dobbiamo crederci insieme e credere che possono farcela. Nel loro piccolo potranno cresce e diventare persone FELICI e SERENE!!!

Le persone che ci hanno accompagnato in questo periodo, hanno deciso di ABBRACCIARCI, di sostenerci, di crederci insieme a noi. Ho incontrato anche persone che hanno deciso volontariamente di non far parte di questo percorso, non solo non accettandolo ma rinnegandolo. Mi sento di ringraziare tutti, anche chi ha deciso di non sostenerci, perchè in queste situazioni bisogna esserci per DAVVERO con il cuore e con amore. Il confronto con la disabilità è una sfida con se stessi, con la nostra capacità di metterci in gioco, di amare incondizionatamente senza limiti, senza sovrastruttura e senza parole. Solo tanta sostanza, che può essere pratica ma anche solo emotiva. Donarsi all’altro non è semplice: bisogna essere pronti ad accogliere l’altro e se stessi nel confronto, ma quando riesci, quando questa magia avviene, allora provi la felicità e provi la forza dell’INSIEME. Questa magia la sento e la vivo, mi nutro di tutto questo ed è benzina naturale.

Noemi è cresciuta non solo fisicamente. E’ una bimba cresciuta nel suo insieme. Oggi dice la sua con forza, sia con le parole sia con i comportamenti, chiari a chi vuol vedere. Il Progetto Scuola-Casa è stato, ed è fondamentale e non smetterò mai di gridarlo al mondo: questi bimbi senza amici, senza la socializzazione non possono crescere nel complesso perchè mancherebbe sempre quel pezzo del confronto; imparare a giocare per poi non avere amici non ha senso. Anche noi siamo cresciuti confrontandoci con gli amici nei cortili dei palazzi, giocando, litigando e conoscendo l’altro e noi stessi in situazioni nuove, imitando il bambino più grande, aiutando quello più piccolo, insomma relazionandoci. Questo progetto aiuta a mettere in pratica tutti gli apprendimenti acquisti di volta in volta. Ed iniziando il progetto da piccoli, i bambini crescono insieme. Ad oggi Noemi ha tanti amici che la conoscono, ma anche lei conosce loro; questo è fondamentale perchè le relazioni si creano insieme.

Ascoltare Noemi è davvero per me un motivo di grande crescita personale. Dice sempre delle cose molto vere, molto chiare, senza tante sovrastrutture a cui noi siamo abituati. L’altro giorno facevamo un gioco in cui io le dicevo delle parole, e lei doveva rispondere la prima cosa le veniva in mente. Alla domanda Centro estivo lei mi ha risposto AMICI, alla domanda Casa Gialla (la nostra casa, così lei la chiama) lei mi ha detto PAPA’ ….. un tuffo al cuore grandissimo. E ‘ vero, da quando ci siamo trasferiti il rapporto con Francesco si è evoluto, è diventato un insieme di momenti tutti loro di grande complicità e di immenso amore. Ecco la capacità di Noemi: in poche parole ha descritto cosa provava e cosa prova. Ha donato e riconosciuto all’altro ciò che ha ricevuto. Non sempre noi siamo capaci di farlo. Cosi cerco ogni giorno di imparare ….

RispondiInoltra

Imparare, ognuno a suo modo .
Gli amici una ricchezza inesauribile .
Unica 🙃
L’amore si moltiplica ❤️

6 pensieri riguardo “Esiste un modo …

  1. Grande Alba hai esposto con chiarezza tutto il percorso effettuato e i grandi risultati avuti anche con tanta perseveranza ringrazio anch’io tutti quelli che hanno creduto nel tuo progetto. Una nonna che ama tanto la sua piccola e gioiosa nipotina Noemi.

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  2. Grazie Alba e alla sua “piccola”, che spesso ci ricorda quant’è bello uscire dagli schemi, ma soprattutto che bisogna avere il coraggio di farlo, perché alla fine non è poi così pericoloso!!
    Grazie amiche mie!

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    1. Grazie di crederci insieme a noi 💪❤️

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  3. Quando leggo quello che scrivi sento che i km che ci separano si raddoppiano. Avrei voluto esserci nelle tue fatiche e nelle tue gioie quotidiane. So bene che sei una donna forte ma sono certa che avere una spalla sulla quale appoggiarsi sarebbe stato importante per te; quella spalla avrei voluto fosse la mia. Ti voglio bene tua sorella

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    1. Ti voglio bene Giuditta . Sei sempre al mio fianco , al nostro fianco . Il tuo amore per me,per noi arrivata tutto ❤️

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