Il Razzo dei sogni 🚀

L’estate iniziò con l’iscrizione al Centro Estivo di Galliera, organizzato dal “nostro” Matteo e dalla sua squadra fantastica. Un’accoglienza e un’attenzione unica, vera inclusione. Anche in quel contesto Noemi era supportata dalle sue educatrici; quell’estate con lei c’erano Elena e Noemi grande. Per la piccolina è stato, ed è, un luogo di grande crescita, una grande occasione: tutti i bambini dovrebbero avere la possibilità di poter sperimentare e sperimentarsi in contesti sociali, e sopratutto con la giusta attenzione verso le proprie necessità.

Anche l’estate passò serenamente nella nostra Calabria, dove si cementava sempre di più la nostra unione famigliare. Ognuno di noi cresceva singolarmente, per poi crescere insieme sempre più uniti.

Iniziava la seconda elementare! anche quest’anno dovevamo affrontare nuove sfide, sfide che come al solito pensavo già “programmate” nella mia testa, ed invece ci aspettava tanto, tanto altro di davvero inaspettato. Checca ci aveva comunicato alla fine della prima elementare che ci avrebbe lasciato, che il suo percorso con Noemi era arrivato alla fine; l’attendevano nuove sfide personali. È stato difficile salutarla e lasciarla andare. Checca era una CERTEZZA affettiva e terapeutica per Noemi e per tutta la famiglia. 

Ma come avevo imparato dovevo accettare ed accogliere i cambiamenti, sperando che tutto continuasse.

Così arrivò l’educatrice scolastica Rossella. In questo nuovo arrivo Noemi grande è stata preziosissima; si fece carico di supportare la nuova educatrice per aiutarla ad entrare subito in rete. Rossella fu disponibilissima, attenta, volenterosa e affettuosissima con la piccola.

Avevo accettato tutti questi cambiamenti, ma mi continuavo a chiedere perché comunque Noemi e i bimbi nella medesima situazione non sono  spesso agevolati dalle istituzioni; anche quest’anno infatti l’insegnante di sostegno veniva sostituita. Ci sono situazioni che naturalmente si modificano e si devono modificare perché la vita le prevede, e altre situazioni però che sono causate dall’incapacità degli adulti di rispondere in modo adeguato. La piccolina fortunatamente ha avuto una rete sempre pronta ad aiutarla a gestire tutti questi cambiamenti; a volte è stato più difficile, altre volte più semplice: un po’ come cercare di aggiustare in tempo un tappeto stropicciato prima del suo passaggio. E’ vero che la vita è fatta di difficoltà che ci fanno crescere, ma nel caso di Noemi bisogna valutare molto bene quali difficoltà sia pronta a gestire in quel momento; si potrebbero scatenare delle reazioni a catena, e far perdere degli equilibri creati e consolidati. 

Noemi era felice di andare a scuola , frequentava un corso di nuoto due pomeriggi alla settimana con il suo amico Elia e sua sorella Daria, continuava la sua terapia settimanale con Jade , tre pomeriggi alla settimana continuava con Marika il meraviglioso progetto Scuola -Casa e poi aveva Adriana il venerdì e la domenica Antonella e la sua famiglia . Insomma aveva tanto amore e tanti stimoli che  L’ aiutavamo a crescere serena .

Nel frattempo io e Francesco eravamo ritornati a sognare insieme… la vita ci aveva cambiato sguardi e direzioni. La nostra forza è stata quella di ascoltare insieme quel nuovo Vento. Avevamo un sogno: quello di poter vivere  in una casa immersa nel verde nella nostra meravigliosa Galliera. Un sogno per poter agevolare Noemi ed assecondare i suoi bisogni: lei stava bene nella natura, i suoi occhi avevano bisogno di guardare il verde che la circondava, avevano bisogno di orizzonti. Anche per Nicole era una grande occasione: avere la possibilità di poter esprimere il suo amore per gli animali e la sua curiosità per la natura. E per me e Francesco… per noi due che ci eravamo riscoperti in quel habitat, era la giusta cornice per abbracciarci e affrontare la vita insieme. Così mentre tutto scorreva in un pranzo tra noi due, mentre facevamo progetti (sembra una cosa scontata, ma per noi era una grandissima novità perché significava di nuovo fiducia nel futuro), ci capitò di guardare un annuncio di una casa: era proprio lei, UN SOGNO.

Così, senza grandi aspettative, ci interessammo e magicamente come un puzzle già predefinito tutto si incastrò. Insieme eravamo un forza, un motore fortissimo che traghettava la nostra nave verso nuove avventure. Devo dire che in questo periodo ho proprio capito che l’Unione con il proprio compagno, con il proprio marito è la chiave per affrontare, costruire, inventare, reinventare la vita.

Senza che neanche ce ne accorgessimo avevamo venduto il nostro appartamento, e comprato la “Casa gialla” (così chiamata da Noemi). 

Noi avevamo messo in campo tutte le nostre risorse personali ed anche il trasloco e le organizzazioni varie si incastrarono benissimo. La mia mamma anche in questo passaggio è sempre stata presente in ogni senso per supportarmi: lei è il mio porto sicuro.

In febbraio, esattamente il 13 febbraio, traslocammo. Non immaginavamo cosa sarebbe accaduto da lì a 10 giorni. 

Domenica 23 ci venne a trovare Zia Amalia, zia di Francesco, per salutarci e vedere la nuova casa. Quella sera, all’improvviso arrivò la notizia che il giorno dopo le scuole sarebbero restate chiuse per il COVID. Ma cos’era questo Covid?? … in un attimo tutto mi crollò. Ero preoccupata per Nicky per la didattica a distanza, ma per Noemi ero spaventata! Come potevo spiegare a Noemi che non poteva andare a scuola? Cosa avrebbe fatto a casa? I compiti, la terapia……… tutto si sarebbe fermato! E lei come poteva andare avanti?

Subito mi confrontai con Marika. Eravamo entrambe spaesate. Marika mi tranquillizzò confermandomi il suo sostegno e la sua disponibilità.

Come poter esprimere in parole la stima che provo nei suoi confronti… una ragazza unica e irripetibile. Nonostante la situazione difficile non ci ha mai lasciato soli. 

Chiamai subito il sindaco per capire se fosse possibile attivare un’assistenza domiciliare. Il nostro sindaco Zanni è sempre gentile, attento, disponile e professionale. Mi spiegò che dipendeva dalla situazione epidemiologica, e dalla volontà dell’educatrice di accettare l’intervento a domicilio; insomma una serie di ostacoli burocratici e pratici. Io capivo tutto, davvero tutto, ma non capivo come potessero pensare che una bimba con autismo potesse seguire la DAD, e anche a cosa servisse avere il supporto a distanza di educatori ed insegnate di sostegno. 

Io non sono una maestra o un’educatrice. 

Alessandra, la sua educatrice, riuscì a venire per pochi giorni poi tutto fu bloccato.

Io e Marika ci guardammo negli occhi e capimmo che dovevamo agire.

Marika prese in gestione tutta la didattica, cercando di seguirla e poi trasformarla secondo le esigenze di Noemi.

Io mi occupavo della parte ludica: i pomeriggi organizzavo attività manuali e di gioco su argomenti che Marika le avrebbe presentato il giorno successivo a tavolino. Ci siamo inventate la qualunque: ad esempio una macchina per le moltiplicazioni, o altri mille stratagemmi per facilitarla e aiutarla ad apprendere, ad apprendere bene e in maniera funzionale. 

La cosa che ci ha aiutato tantissimo è stata tenere una routine rigidissima, fatta da sempre gli stessi orari e da un’organizzazione studiata al minuto.

Per Marika è stato difficilissimo far capire a Noemi che quella era scuola. Doveva far capire e trasmettere a Noemi che ogni mattina sarebbe entrata nella sua stanza e avrebbe studiato; Noemi doveva fare Scuola, e doveva capire che Marika era la sua maestra doveva concentrarsi.

Marika ha dato tutto in quel periodo, tutto e anche di più. Mi emozionavo e commuovevo nel vedere la sua determinazione, e la sua (nostra) certezza che Noemi ce l’avrebbe fatta. Ed infatti Noemi ce la faceva. Spesso Marika ha cambiato (e ha dovuto cambiare) modalità; ha colto la giornata NO, ha studiato come fare, e spesso ha improvvisato. Ma tutto con grande preparazione, professionalità e tantissimo amore.

Così i giorni passavano e Noemi non perdeva nessun insegnamento, anzi imparava tante cose nuove. 

Eravamo riusciti a trasformare una situazione difficilissima in un’occasione per tutta la famiglia. Per la prima volta Francesco era con noi, era lì e vivevamo le giornate insieme. Per lui e per noi è stato incredibile e meraviglioso condividere colazioni e pranzi insieme. 

Sapere che era lì nel suo studio, però in casa con noi, voleva dire poter arrivare a lui fisicamente, farmi abbracciare nei momenti di sconforto, o gioire per le nostre piccole vittorie quotidiane. E’ stata una grande occasione.

Il mio pensiero va a tutte quelle famiglie che non hanno avuto una Marika al loro fianco, che non hanno avuto una rete intorno, che non hanno avuto un percorso di sostegno personale (come io avevo con la mia dottoressa, che anche per tutto quel lungo periodo mi ha sostenuta sempre), a tutte quelle famiglie come noi che vivono l’autismo tutti i giorni per 24 ore al giorno. Non si possono lasciare sole queste famiglie; non è ammissibile, non è giusto. È una difficoltà e va riconosciuta: bisogna accompagnare le famiglie, sostenerle, aiutarle, soprattutto in momenti di spaesamento come questo. Tante volte invece se non riesci a dar voce ai tuoi diritti resti impigliata nella quotidianità, nella difficoltà immediata, nel non sapere; tutto sembra molto più difficile e complicato. Un modo esiste per far funzionare le cose, ma bisogna che tutti intorno alla famiglia si uniscano e sostengano.

Ognuno deve fare la sua parte. Cercare di comprendere, ascoltare il dolore e accoglierlo, sorreggere. Esserci per davvero.

Attivarsi solo dopo che una famiglia ha combattuto per i suoi diritti, questo no. Tutto questo svilisce, stanca, e nella quotidianità già appesantita diventa un altro impegno. 

Io ho solo una modalità: quella di NON MOLLARE. Mia figlia merita tutto ciò che le spetta, ed io sarò sempre la sua voce. Certo, non è semplice, non è facile, ma oggi è l’unico modo. Io spero e sogno che già da domani tutto questo si risolva perché le leggi ci sono, ma necessitano di essere applicate senza alcuna interpretazione personale da parte degli operatori.

Nel frattempo continuo a sognare e volo nel razzo di Noemi, sperando che un mondo migliore esista per tutti.️

Sognare e credere nei sogni ❤️
Un circolo d’amore
Insieme
Compiti con Marika …
…compiti e tanto altro !!!

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