Ascolto

L’ultimo anno di asilo era iniziato. Finalmente avevo azzerato una serie di emozioni che mi avevano accompagnato per tanto tempo. La libertà di riuscire ad esserci per la mia famiglia e per le bimbe, e di ESSERCI con tranquillità, mi faceva sentire serena. Spesso sono proprio la gestione confusionaria, il sovraccarico emotivo e pratico, che ci fanno scegliere senza lucidità; diamo importanza e ci disperiamo se non arrivano aiuti, se non siamo compresi, se ci sentiamo soli, invece di investire quel tempo per trovare soluzioni. La mia dottoressa piano piano mi aveva aiutato a mettere tutto in ordine, a cercare di trovare il modo migliore per vivere; cercare di trarre il meglio da ogni situazione, e allontanare le situazioni faticose.

Noemi era una bimba in evoluzione positiva. Tutti cercavamo sempre di ascoltarla e di trasformare ciò che a suo modo ci diceva. Poi c’era da lavorare: Noemi doveva iniziare a familiarizzare con le lettere e i numeri; un anno ed avrebbe iniziato la prima elementare tutto nel rispetto delle sue modalità e dei suoi tempi. Dovevamo sempre prepararla per ciò che avrebbe incontrato successivamente, prepararla a tutte le varie tappe di crescita: scuola, amici, autonomie; bisognava allenarla per cercare di tenerla al passo, tutto ovviamente ben misurato. I comportamenti problema ci sono e ci sono sempre stati, ma una volta imparato il meccanismo che ci aveva insegnato Rossella, tutto funzionava. Ogni volta che si presentava un comportamento problema dovevamo trovare sempre il modo di capire da cosa fosse provocato (fastidio, qualcosa di non detto, cambi repentini di routine) e cercare di interrompere il comportamento con delle strategie. Ad esempio ci fu un periodo durante il quale Noemi metteva le mani nelle sue mutandine; era partito per un bisogno: lei DOVEVA controllare che non fosse bagnata (le dava e le da tuttora fastidio la sensazione di vestiti bagnati addosso), ma  dopo un pò non riusciva più a fermare quel comportamento. Pensai a come interromperlo; così, per diversi giorni le misi delle salopette, grazie alle quali non riusciva più a fare quel gesto. Così un pò alla volta il meccanismo si interruppe. Esiste un modo per aiutarli, ma è necessario che ci sia qualcuno di competente che insegni il come fare. Mi dispiace tantissimo quando vedo situazioni di bambini che non sono riusciti ad avere la giusta assistenza. Sono bambini, adulti non ascoltati e questa situazione non può essere addossata ai genitori o ai bambini. L’ordine e il sapere chi deve fare cosa è fondamentale. Ognuno ha un ruolo ben preciso. Il sostegno che devono ricevere deve essere di 360 gradi.

La Normalità di una quotidianità definita rasserenava tutti. Noemi andava all’asilo, il gioco a casa con gli amici funzionava, e Noemi iniziava a praticare nuoto; imparava ogni giorno cose nuove, ma imparava nell’esperienza. Questo è stato importantissimo: oltre alla preziosissima terapia che faceva con Rossella, lei imparava nella quotidianità. Ad esempio i suoi amici con il Progetto scuola-casa le donavano delle esperienze uniche; Noemi riusciva a continuare ad imparare anche fuori dal contesto scolastico, ma non lo faceva da sola lo faceva divertendosi e confrontandosi. Marika è bravissima: riusciva sempre nell’obiettivo. Se Noemi in quel periodo doveva familiarizzare con le lettere e i numeri progettava e creava giochi con l’alfabeto o i numeri, oppure ballavano canzoncine con il medesimo tema. Insomma tutto veniva trasformato in gioco, seguendo le modalità di Noemi e dei bambini che venivano a casa. Questa modalità di apprendimento nella quotidianità permetteva a Noemi di esprimersi al meglio e di non sentirsi in prestazione. Così piano piano Noemi iniziava anche a dire la sua, a dire cosa le piaceva fare e cosa desiderava. In particolare a lei piacciono i gatti e le mucche. Parlando con Claudia all’asilo e raccontandole che spesso la portavamo in montagna per vedere anche le mucche, lei subito mi parlò di un’azienda vicino casa dove c’erano tante mucche e dove producevano latte; si informò ed un pomeriggio ci accompagnò a vederle. Ecco, questo è l’ascolto di cui parlo, ASCOLTO attivo. Quel posto è stato, ed è tappa di tanti pomeriggi; gli occhi di Noemi,  i suoi sorrisi quando era lì nella stalla erano indescrivibili. Per tutti sentirsi ascoltati e accolti ha un valore enorme, ma per Noemi era tutto: era la dimostrazione che la sua comunicazione il suo dire erano andati a buon fine; era sperimentare che la sua comunicazione aveva un senso.

Un giorno con Marika abbiamo pensato di  far partecipare anche i suoi amici durante il Progetto scuola-casa alla visita delle mucche, per permettere a Noemi di far conoscere ai suoi amici ciò che le piaceva, i suoi interessi; anche perchè Noemi più è motivata, più è comunicativa, e più si relaziona meglio. Così chiesi alle mamme se potevo inserire anche questa attività nel progetto e loro ne furono entusiaste; gli amici erano felicissimi di vedere Noemi felice, ma soprattutto vedevano Noemi che insegnava loro qualcosa, oltre a mostrare una parte di sè e dei suoi interessi. Ogni giorno io e Marika pensavamo alle attività da inserire nel progetto di gioco in base anche agli obiettivi che Noemi doveva perseguire. Un pò Noemi ci indicava la strada mostrandoci le sue preferenze, e in quell’agire Noemi imparava ed imparava con amore e serenità.

In quel periodo pensai che Noemi doveva riuscire ad andare in bicicletta senza le rotelle, capii che era il momento giusto ma non sapevo come fare; così il papà di un amica di Noemi che si occupa anche di restaurazione di biciclette mi disse che mi avrebbe aiutato, che mi avrebbe spiegato il metodo giusto. Sicuramente andare con la sua amica e tentare, e farla sperimentare quella nuova modalità in compagnia fu una scelta giustissima; l’imitazione e la condivisione con gli amici è sempre stata fondamentale. Mi spiegò qual era il metodo migliore per accompagnarla, e mi rassicurò sul fatto che Noemi ce l’avrebbe fatta. Quella carica emotiva e quel supporto furono benzina per me. Noemi doveva imparare. Nel nostro paese la bici è un mezzo molto usato ed è comodissimo per spostarsi, così pensai che per lei potesse diventare fondamentale. Per tanto tempo ci allenammo e Noemi serena e felice tentava e tentava, senza mai sentire la fatica, senza mai sentire che non era solo un gioco. I suoi sorrisi, i suoi sguardi, i suoi scherzi (ne faceva tanti) illuminavano tutto, anche le giornate più buie e faticose, e mi davano la forza per crederci sempre. Ogni tappa, ogni successo era per me un’emozione unica; mi davano sempre di più la consapevolezza che era possibile. Noemi era serena, e serenamente stava crescendo. Il fine non era quello solo di imparare, ma era quello di dare a Noemi quanti più strumenti a disposizione per relazionarsi, per sperimentare e conoscere il mondo che la circondava. Nicole continuava la sua infanzia nel migliore dei modi; con Marika mi alternavo e così avevo il tempo di stare con lei, partecipare alle sue attività, condividere anche le sue difficoltà. Tutto questo equilibrava sempre di più anche il suo rapporto con Noemi. Nicole non era più arrabbiata. Io e Francesco riuscivamo sempre a ritagliarci i nostri momenti, che erano nutrimento. 

Ci preparavamo al grande salto delle elementari. Devo dire che è stato dolorosissimo staccarmi dall’asilo Sacro Cuore. Ero entrata confusa, piena di emozioni, con un cuore che mi faceva tanto male; e lì accompagnata da tanto amore e tanta professionalità, ne uscivo e ne uscivamo tutti più sereni. Non ringrazierò mai abbastanza per tutto ciò che abbiamo ricevuto e che ci è stato donato: Enrica, Claudia , Silvia ,Elena, Paola, Brunella, Antonella ed Antonietta, le addette alla mensa, le mamme, i suoi amici, tutti; tutti hanno collaborato e supportato Noemi e tutti noi in questi anni meravigliosi, pieni di successo e pieni di sorrisi. Quando hanno consegnato il diploma a Noemi (questo era accompagnato da due foto, una che la raffigurava all’arrivo a inizio asilo, e una che la rappresentava a fine del percorso) le foto che si trovavano sopra valevano più di mille parole. Un cambiamento di sguardo incredibile, Noemi era cresciuta in tutti i sensi ed aveva imparato tantissimo.

Avevo paura perchè non sapevo cosa ci aspettasse, ma sapevo che Noemi arrivava alle elementari nel migliore dei modi. Capivo che andare avanti era la sua fortuna. La mia dottoressa mi ha sempre spinto a concentrarmi, a guardare all’oggi e all’ora, perchè solo cercando di lavorare al meglio oggi, si può pensare ed immaginare il domani. Dovevo farmi cullare da quei successi, da quei sorrisi, da ciò che avevamo costruito, dall’affetto che ci donavano, e da tutte le persone che credevano in Noemi. E dove eravamo diretti lo avremmo scoperto passo dopo passo tutti insieme.

Le Mucche
Asilo e gioco a casa , tanti sorrisi.

6 pensieri riguardo “Ascolto

  1. Grandissima Alba, sei una persona meravigliosa!!!
    Leggere le tue parole è una iniezione di forza, coraggio, ottimismo e determinazione.
    Aspetto sempre una nuova puntata del tuo blog.
    Ti abbraccio forte
    Enrica

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    1. Enrica grazie di cuore ❤️❤️❤️❤️❤️❤️

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    2. Alba complimenti anche questa volta hai raccontato i fatti, le emozioni in modo egregio. Mi piace, sai arrivare al cuore. Mi è piaciuto molto il modo in cui hai ringraziato Le persone dell asilo , con le tue parole sei riuscita a raccontare la gratitudine nei loro confronti e l’amore che hai ricevuto . Ti voglio bene.
      Ogni volta che leggo il tuo blog e imparo a conoscerti mi sento sempre più orgogliosa di te per tutto il lavoro che hai fatto dentro e fuori di te.
      Giuditta

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      1. Giuditta ❤️❤️❤️❤️

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  2. BRAVA alba sempre orgogliosa di te spero tanto che riesci ad aiutare altre mamme e bimbi .TI VOGLIO BENE

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    1. Mamma ❤️❤️❤️❤️

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